|
cava "Fontane" |
|
|
Partendo dalla confluenza col Torrente Pellice nel cuore della omonima Riserva Naturale del Po, un’area di particolare interesse naturalistico e vegetativo, si scende a valle tra quasi infinite distese di pioppi e di vegetazione varia. Qui si può ammirare un paesaggio quasi incantevole e non possiamo fare a meno di notare le notevoli mutazioni dell’aspetto fluviale. L’apporto delle acque del Torrente Pellice dona al fiume Po sembianze sempre più vicine ad un vero e proprio fiume di pianura; maggiore portata idrica, rallentamento del suo corso, allargamento dell’alveo ecc . . .
Dalla confluenza del Pellice col fiume Po, dopo circa 2 Km. si arriva in località Cava Fontane che sarà illustrata in queste pagine. L’attività estrattiva, qui ancora presente, viene svolta da sempre nel pieno rispetto ambientale e si esaurirà tra qualche anno. Già da tempo è comunque stato disposto uno specifico piano di recupero ambientalistico di notevole importanza che renderà il sito particolarmente interessante.
La presenza di questo grande specchio d’acqua attira non poche specie di uccelli un tempo scarsi o addirittura assenti in zona. Soprattutto d’inverno si concentrano centinaia di anatre di superficie, in prevalenza germani reali, cui si associa spesso un minor numero di fischioni (Anas Penelope), mestoloni (Anas Clypeata) e canapiglie (Anas Strepera). Queste anatre utilizzano lo specchio d’acqua soprattutto come tranquillo luogo di sosta diurna, che abbandonano a sera per portarsi lungo il fiume nei bracci morti, nei fossi e nei vicini prati umidi alla ricerca di cibo. Anche lo svasso maggiore ( Podiceps Cristatus), prima rarissimo, ora sosta regolarmente, giungendo a nidificare non appena in qualche angolo del lago si formi un piccolo canneto sufficiente a nascondere il suo nido galleggiante. Di notevole importanza poi la vegetazione che già da anni in quest’area è stata accudita e selezionata nei minimi particolari affinchè l’ambiente ricostruito ne traesse i maggiori benefici. |
Nell'area denominata "Fontane", localizzata a cavallo del confine comunale che separa Faule (Cn) da Pancalieri (To), situata in un'ansa formata dal fiume Po, è in fase di attuazione un intervento di ampliamento dell'attività estrattiva finalizzata ad un recupero ambientale e riuso funzionale a carattere prevalentemente naturalistico, con spiccate caratteristiche di naturalità oltre che didattiche e di svago. Da sottolineare che tale finalità cui destinare il sito, deriva da una preliminare analisi effettuata sui luoghi per la ricerca di una compatibile destinazione finale dell'area durante ed al termine dell'attività estrattiva. |
|
L'ambito territoriale in cui è localizzata la cava Fontane è caratterizzato, dal punto di vista paesaggistico-ambientale dalla presenza del Po e della vegetazione riparia ad esso connessa, nonchè da coltivazioni agricole che insistono su una morfologia assolutamente pianeggiante. |
|||
|
|
||
|
In un contesto di questo tipo, agire con operazioni di recupero ambientale, tese ad un ritorno alle condizioni originarie antecedenti le attività estrattive, risulterebbe praticamente impossibile. Per questi ed altri motivi, il recupero possiede sostanzialmente un'impostazione di tipo naturalistico ed è orientato ad originare, intensificare e controllare le operazioni di rinaturazione del sito di cava e dei suoi dintorni, prevedendo per questi la definizione di attività compatibili con il contesto ambientale, capaci da un lato di riqualificare a livello paesaggistico e ambientale il luogo, dall'altro di suggerire e guidare un'utilizzazione territorialmente corretta dell'area. Un intervento di questo tipo consentirà dunque di riconvertire un'area interessata dall'azione antropica, attraverso la definizione di un ambiente che tende ad essere coerente ed armonico con gli ecosistemi presenti. Le linee progettuali del presente recupero ambientale si rifanno il più possibile al modello naturale, non solo ci si porrà in un corretto ambito eco-paesaggistico, ma si incrementeranno le possibilità di riuscita del recupero stesso. |
|||
|
E' innegabile che l'attività estrattiva comporti, nel sito in cui si sviluppa, una sostanziale modifica del territorio, sia sotto l'aspetto paesaggistico sia per quanto riguarda l'uso del suolo e del territorio. Ne consegue che, fatte salve e tecnicamente verificate le garanzie dai "rischi ambientali", nell'ambito di tali problematiche, ci si debba necessariamente porre nell'ottica di considerare l'attività estrattiva non come un solo elemento di impatto ambientale, bensì come una forma di gestione delle risorse territoriali coniugato alla salvaguardia dell'equilibrio tra le componenti ambientali dello stesso. In tale ottica, la cava Fontane si trova ubicata in un ambito territoriale in cui l'ampliamento di un lago, quasi a ridosso del corso del fiume Po, non sembra compromettere l'assetto paesaggistico-naturalistico del territorio in cui si inserisce, benchè comporti la trasformazione d'uso delle aree che ricadono in progetto, peraltro attualmente interessate da comuni colture agrarie. Il recupero del sito, oggetto della presente relazione, è pertanto finalizzato a realizzare, lungo tutta la fascia di terreno che separa il fiume dal lago, una corposa struttura vegetazionale, orlata lungo la sponda verso il lago di anse, acque basse, promontori, e caratterizzata da situazioni spondali e vegetazionalmente diverse, necessarie per creare quell'habitat adatto al soggiorno e ripopolamento ittico e dell'avifauna. Come più volte puntualizzato, ci si propone di intervenire in una situazione pregressa, migliorando, dal punto di vista ambientale e funzionale, l'assetto ecologico e anche paesaggistico del sito, intervenendo con operazioni di recupero che realizzino un passaggio graduale dal paesaggio rurale a quello strettamente naturale, senza preclusioni nei confronti di interventi di carattere più strettamente paesaggistico-ricreativo. |
|||
|
Lo stesso recupero, attraverso le fasi di inerbimento ed impianto di specie arboree ed arbustive risulterà differenziato nell'ambito del sito stesso, a seconda delle previste fruizioni. A tal proposito, per ciò che concerne l'ambito "ricreativo", si sono seguiti principi più "paesaggistici", legati a tecniche e modalità di rinvenimento propri della progettazione di parchi paesaggistici; per contro, nell'ambito "naturale", si è inteso "seguire" vie di rivegetazione simili a quelle spontanee, compatibilmente con quelle che sono le difficoltà tecniche legate a tali tipi di rinaturalizzazione, e con il vantaggio rappresentato, a fronte di un certo grado di artificiosità, dall'abbreviazione della naturale successione vegetativa, con uno sviluppo accellerato di questi , di conseguenza, mitigando gli effetti sull'assetto paesaggistico. E' tuttavia palese che, con le tecniche all'oggetto, non ci si sia limitati a proporre la realizzazione di interventi "mascheranti", ma autentici interventi di ripristino ambientale con il riottenimento di un insieme di ecosistemi differenziati e naturaliformi, ad integrazione dell'assetto dinamico-vegetazionale proprio dell'area in cui il sito s'inserisce. |
|||
" Ubicazione e localizzazione topografica "
|
|
|
La cava Fontane è situata a cavallo del confine che separa i Comuni di Faule in provincia di Cuneo e Pancalieri in provincia di Torino; essa si trova in sponda orografica destra del fiume Po. Il sito di cava è individuabile, dal punto di vista cartografico, nella tavoletta III NE (Racconigi) del Foglio 68 di Carmagnola della Carta d'Italia (scala 1:25.000); le coordinate UTM del baricentro dell'area sono 32TLQ87846384. Per quanto riguarda la viabilità, l'accesso all'area avviene per mezzo della strada comunale denominata cartograficamente "Delle Ghiare" che prosegue come Via al Po Secco e che si collega alla Strada Provinciale di Torino - Saluzzo in prossimità del concentrico di Faule. |