il Parco Fluviale del Po


 

Confluenza con il torrente Pellice

 

TRATTO  CUNEESE  -  (Sistema delle Aree Protette della fascia fluviale del Po)

  Il Parco fluviale del tratto cuneese del Po costituisce il primo segmento del "Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po", che si estende per 235 chilometri, dalle Sorgenti del Po, del Pian del Re, fino al confine con la Lombardia per un’area complessiva di oltre 25000 ettari di territorio protetto e di riserve naturali.

  I Comuni interessati sono ottanta, situati nelle quattro Province di Cuneo, Torino, Vercelli ed Alessandria, in particolare, per quanto riguarda il tratto Cuneese, i Comuni appartenenti al Parco fluviale sono 18:

Crissolo, Oncino, Ostana, Paesana, Sanfront, Rifreddo, Gambasca, Martiniana Po, Revello, Saluzzo, Barge, Cardè, Villafranca P.te, Moretta, Faule, Pancalieri, Casalgrasso e Cavour.

  Il Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po è stato istituito dalla Regione Piemonte con la Legge n. 28 del 17 Aprile 1990 con le seguenti finalità:

  1. Tutelare e conservare le caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche e storiche dell’area fluviale, mediante interventi di ricostruzione di ambiti naturali e di manutenzione ambientale, coinvolgendo tutte le Comunità locali nella necessità di coniugare lo sviluppo economico con l’evidente utilità della ricostruzione ambientale del territorio.

  2. Difendere il patrimonio naturale costituito dalle acque del Po al fine di migliorarne le condizioni idrobiologiche e di proteggerle da fattori inquinanti.

  3. Consentire il regolare svolgimento dell’attività agricola, nella consapevolezza che una sua corretta gestione costituisca, oltrechè risorsa produttiva del Paese, anche il necessario presidio e opera di manutenzione per il territorio, in modo particolare per le zone montane.

  4. Organizzare sul territorio la ricerca scientifica e le attività didattiche, culturali e ricreative per consolidare e rinnovare, nelle popolazioni del fiume, la consapevolezza della sua presenza che va conosciuta, approfondita e amata come legame culturale che affonda le radici nel passato e costituisce risorsa per il futuro.

  5. Tutelare le specie botaniche e faunistiche presenti sul territorio e in particolare per il tratto cuneese, nelle seguenti Riserve Naturali:

  1. Riserva Naturale Speciale del Pian del Re, nel Comune di Crissolo

  2. Riserva Naturale della Rocca di Cavour, nel comune di Cavour, già Parco Naturale

  3. Riserva Naturale Speciale della Confluenza del Bronda, nei Comuni di Revello e Saluzzo,

  4. Riserva Naturale della Confluenza del Pellice, nei Comuni di Villafranca P.te, Pancalieri e Faule

  5. Riserva Naturale Speciale della Confluenza del Varaita, nei Comuni di Pancalieri, Faule e Casalgrasso,

  6. Area Attrezzata del Pian del Re, di Paesana, del Ponte dei Pesci Vivi".

  1. Consentire, attraverso gli strumenti di pianificazione territoriale, l’organizzazione delle zone di salvaguardia, graduando le forme di tutela urbanistica.

  Dall’analisi delle caratteristiche costitutive di questo Parco se ne intravede immediatamente l’atipicità: è un tratto molto esteso di territorio dove, accanto ad emergenze naturalistiche ed ambientali di grandissimo pregio, si evidenziano problematiche socio-economiche e produttive di enorme importanza e di fortissimo impatto ambientale.

  E’ proprio questa la grande scommessa del Parco e della Regione Piemonte, che lo ha istituito:

la dimostrazione della possibile, fruttuosa convivenza, nel reciproco rispetto delle necessità evolutive ed ambientali di un grande sistema fluviale, preziosissimo come il Po (ed il suo reticolo idrografico), da cui dipende la vita stessa della Pianura Padana, con la presenza degli agglomerati urbani, delle industrie, dell’agricoltura e di tutte le altre attività che insistono sul territorio.

  Un laboratorio dunque di sperimentazione per tecniche di utilizzo delle risorse, non del loro sfruttamento.

  Potrà essere un rapporto inizialmente difficile, ma sarà un rapporto che dovrà indicare i moderni criteri di salvaguardia della fondamentale risorsa "sociale" che è l’acqua, considerando finalmente la Pianura Padana come un unico ecosistema interattivo, che permetterà di affrontare seriamente gli stessi problemi di inquinamento ed eutrofizzazione del Mare Adriatico.