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Signore insegnaci a pregare |
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LETTERA del PARROCO
INVITO ALLA PREGHIERA
Carissimi,
Sono convinto che è importante rinnovare a tutti, adulti, giovani e ragazzi. l’invito a pregare di più e meglio. E non mi stancherò di farlo, perché per noi cristiani la preghiera è insostituibile e fondamentale, anche se il cristianesimo non si esaurisce nella preghiera (“la preghiera non è tutto, ma tutto comincia dalla preghiera” Don Gasparino). Certo ci sono difficoltà a pregare. Perché pregare, se la preghiera è una esperienza così rara e difficile? Lasciamolo come compito ai sacerdoti e ai santi! Perché pregare, quando siamo stanchi e nervosi, e il televisore sembra offrire un programma distensivo? Perché pregare, se conosciamo in fondo solo così poche cose di Dio e non abbiamo ancora letto una volta tutto il Vangelo? Perché pregare, se i fratelli ci chiedono di dare loro una mano, se per la carità non bastano le parole perché essa ha bisogno dei fatti? Difficoltà reali, che sovente ci impediscono di pregare. Eppure il Signore non si stanca di invitarci a pregare con perseveranza: “Bisogna pregare sempre, senza scoraggiarsi mai” (Luca 18,1). Vorrei ricordarvi il ragionamento incontrovertibile di L. Evely: “Quando non c’è preghiera nella nostra vita, non c’é Dio. Egli ha nella nostra stima il posto che ha nel nostro tempo. Se voi non avete tempo per Dio, malgrado tutti i vostri pretesti, malgrado tutte le vostre scuse, è perché non avete stima per Lui. L’impiego del vostro tempo è determinato dai vostri giudizi di valore e se Dio non ha posto nel vostro tempo ciò significa che Egli è un “non valore”. Trovate il tempo per tutto ciò che giudicate importante: pettinarvi, leggere il giornale, dire una parola a qualcuno, fare tre o quattro pasti al giorno ... Se non c’è posto per Dio, è perché Egli per voi è senza importanza. Senza preghiera siete praticamente “atei”. E’ importante che sappiamo ogni giorno ricavarci l’angolo della preghiera,l’angolo di Dio. Un quarto d’ora in cui cerchiamo il contatto con Dio e vediamo la nostra giornata alla luce di Dio, facendo silenzio in noi e attorno a noi.
PREGARE E’ AMARE ! ! ! Vorrei essere un contemplativo. Perché devono esserlo tutti i cristiani. Credo che la preghiera non sia tutto, ma che tutto cominci dalla preghiera: perché l’intelligenza umana è troppo corta e la volontà dell’uomo troppo debole: perché l’uomo che agisce senza Dio non dà mai il meglio di sè. Credo che Gesù Cristo, donandoci il Padre Nostro, ci abbia voluto insegnare che la preghiera è amore. Credo che si possa pregare tacendo, soffrendo, lavorando; ma il silenzio è preghiera solo se si ama, la sofferenza è preghiera solo se si ama, il lavoro è preghiera solo se si ama. Credo che non sapremo mai con esattezza se la nostra è preghiera o non lo è. Ma esiste un test infallibile della preghiera: è riuscire a crescere nell’amore, nel distacco dal male, nella fedeltà all’amore di Dio. Credo che impara a pregare solo chi impara a tacere davanti a Dio, a resistere al silenzio di Dio. Credo che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore il dono della preghiera, perché chi impara a pregare impara a vivere. Ma cosa significa pregare? Forse, nessuno sarà mai capace di dare una risposta esauriente, perché è un problema che parte dal mistero dell’uomo e si perde nel mistero di Dio. Forse, sarebbe più facile dire ciò che non è pregare. PREGARE NON E’ RECITARE Il teatro non serve a Dio. Recitar formule ci fa dei robot e i robot non possono piacere a Dio, perché Dio ci ha fatti figli e ci considera figli. PREGARE NON E’ DIRE PAROLE Dio non ne ha bisogno e l’uomo può comunicare con Lui con mezzi più semplici che le parole. PREGARE NON E’ DIALOGARE Si dialoga con un eguale, non quando c’è un abisso invalicabile e si manca di strumenti adeguati per comunicare con Lui. PREGARE NON E’ DILETTARSI DEI BEI SENTIMENTI E DEI BEI PENSIERI. A Dio non si raccontano storie; davanti a Dio siamo quello che siamo e le belle parole, i bei pensieri non cambiano la situazione reale del nostro intimo. PREGARE NON E’ NEMMENO RIFLETTERE. Anche se la riflessione è il potere più straordinario dell’uomo. Per Dio il nostro riflettere non conta di più di una pausa vegetativa. E’ IL NOSTRO AMORE CHE DIO ASPETTA. Pregare forse è solo questo: lasciarsi amare da Dio e rendersene conto, godere e sforzarsi di rispondere, perché non sappiamo mai come e quando comunichiamo con Dio. Ma sforzarsi è già andare a Lui. E’ già amare (Don Gasparino – Domande difficili – Città Nuova editrice).
“La preghiera è il sunto del nostro rapporto con Dio. Potremmo dire che noi siamo ciò che preghiamo. Il grado della nostra fede è il grado della nostra preghiera; la forza della nostra speranza è la forza della nostra preghiera; il calore della nostra carità è il calore della nostra preghiera. Né più né meno” (Carlo Carretto – Lettere dal deserto)
Per aiutarci reciprocamente ho pensato di offrire una breve raccolta di preghiere. Può essere utile, specialmente nel tempo di vacanza, per ritemprare lo spirito e imparare a pregare dalla e nella comune vita quotidiana. E’ possibile averne altre copie: basta rivolgersi in parrocchia. L’augurio è che impariamo a pregare per tutto e per tutti; che ci abituiamo a ringraziare Dio Padre per quanto ci allieta, a domandargli luce, forza e coraggio per quanto ci affligge. Pregando verremo condotti progressivamente ad assumere atteggiamenti concreti di rottura con l’egoismo e l’ingiustizia e di condivisione con chi soffre. Dalla preghiera attingeremo la forza di una continua conversione.
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SIGNORE INSEGNACI A PREGARE
Insegnaci a pregare come pregavi tu, Signore, nella tua vita terrena. Quando siamo nella gioia personale, nella serenità familiare, nella pace sociale, insegnaci a ringraziare, come hai saputo fare tu, il Padre celeste che sempre benefica e ama d’immenso amore i suoi figli. Quando siamo nella tentazione e nell’abbattimento, insegnaci a pregare come pregasti tu nell’agonia del Getsemani. Quando stanchi e svogliati non sentiamo più il richiamo del bene, insegnaci a pregare come pregavi tu nelle tue veglie sul monte. Quando ci riesce difficile vivere i nostri doveri di cristiani coerenti, insegnaci a pregare come pregasti tu prima di scegliere gli Apostoli da inviare quali ambasciatori del tuo Vangelo. Quando infine siamo soli, ammalati, sofferenti nell’anima e nel corpo, insegnaci che è pure preghiera il guardare a Te, che senza amarezza hai accettato la croce e hai bevuto generosamente il calice fino ad immolarti alla volontà del Padre per la salvezza dei tuoi fratelli.
NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO
PADRE NOSTRO, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
AVE, O MARIA, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
GLORIA AL PADRE e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
CREDO In Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese all’inferno; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
L’ETERNO RIPOSO dona a loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.
ANGELO DI DIO, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
SALVE, REGINA, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
PREGHIERA DELLA SERA Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male oggi commesso e, se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.
PREGHIERA DEL MATTINO Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.
ATTO DI DOLORE Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
PREGHIERA A CRISTO
Abbiamo bisogno di Te, di Te solo, e di nessun altro. Tu solamente, che ci ami, puoi sentire per noi tutti che soffriamo la pietà che ciascuno di noi sente per se stesso. Tu solo puoi sentire quanto è grande, immisurabilmente grande, il bisogno che c’è di Te, in questo mondo, in questa ora del mondo. Nessun altro, nessuno dei tanti che vivono, nessuno di quelli che dormono nella mota della gloria, può dare, a noi bisognosi, riversi nell’atroce penuria, nella miseria più tremenda di tutte, quella dell’anima, il bene che salva. Tutti hanno bisogno di Te, anche quelli che non lo sanno, e quelli che non lo sanno, assai più di quelli che sanno. L’affamato s’immagina di cercare il pane ed ha fame di Te. L’assetato crede di voler l’acqua ed ha sete di Te. Il malato s’illude di agognare la salute e il suo male è l’assenza di Te. Chi cerca la bellezza del mondo cerca, senza accorgersene, Te che sei la bellezza intiera e perfetta; chi persegue nei pensieri la verità, desidera, senza volere, Te che sei l’unica verità, degna di essere saputa; chi s’affanna dietro la pace cerca Te, sola pace dove possono riposare i cuori più inquieti. Essi ti chiamano senza sapere che Ti chiamano, il loro grido è inesprimibilmente più doloroso del nostro . . . Giovanni Papini
ALLO SPIRITO SANTO
“Vieni. Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore”. (dal messale)
Vieni. Santo Spirito - manda a noi dal cielo - un raggio della tua luce. Vieni padre dei poveri - vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto - ospite dolce dell’anima, - dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, - nella calura riparo, - nel pianto, conforto. O luce beatissima, - invadi nell’intimo - il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, - nulla nell’uomo, - nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, - bagna ciò che è arido - sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, - scalda ciò che è gelido, - drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli - che solo in Te confidano - i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, - dona morte santa - dona gioia eterna. Amen.
È GIUNTA LA SERA
Signore, è trascorsa un’altra giornata. Grazie d’avermela concessa.. Però oggi non ti ho abbastanza amato. Mi sono lasciato trasportare dal lavoro e dagli affari, senza un solo pensiero per te. È vero che questo lavoro, in fondo, è per te, per tutti quelli che mi hai dato come fratelli; è vero che io te l’avevo offerto fin da questa mattina; però avrei dovuto, durante il giorno, rivolgermi parecchie volte a te, non fosse altro per chiederti maggiore pazienza. Ho anche avuto dei momenti di scoraggiamento, dei momenti di dubbio. Perdonami. Non sempre ho superato le mie antipatie e spesse volte sono stato duro con coloro che lavorano accanto a me. Perdonami. Ho brontolato eccessivamente e sterilmente contro i politici e contro i preti arretrati. Perdonami. Spesse volte ho ceduto al conformismo e mi sono opposto quando non avrei dovuto. Perdonami. Sono passato accanto a certi poveri diavoli senza averne pietà. Perdonami. Ti ringrazio, Signore, per questa giornata che mi hai concessa, per il tuo sole, per la mia casa, per il mio cibo, per i miei amici, e per la nostra civiltà. Fammi addormentare nel tuo amore e fa che non ceda al peccato. Fa che domani io diventi migliore. J. Lebret
FIGLI, PERDONATECI
Figli, perdonateci se per anni vi abbiamo lasciato credere che solo il lavoro, solo la carriera sono necessari per diventare “importanti”.
Perdonateci se vi abbiamo trasmesso cose e non valori: denaro e non idee.
Perdonateci se vi abbiamo insegnato la via facile, non la via giusta.
Perdonateci se abbiamo dedicato più tempo ai rimproveri che ai buoni esempi.
Perdonateci se abbiamo preferito un fascio di biglietti da 100 euro in più allo sfascio della famiglia.
Perdonateci se non troviamo mai il tempo per guardarvi in faccia, per parlarvi, per sorridervi.
Perdonateci se non vi abbiamo fatto venir voglia di Dio.
SOFFRIRE CON PAZIENZA
Bisogna sempre ritornare, Signore, a quell’accettazione, senza limiti e senza rancore della vita che tu mi dai. Ci vuole in me questo accordo perfetto con te: sì mio Dio, è bene per me essere malato; è così che Tu vuoi essere amato da me; non devo aspettare un domani incerto, né cullarmi nei sogni e nei rimpianti; sono malato e ti servo da malato. Aspetterò, per amarti, delle circostanze che forse non si presenteranno mai? E si tratta, per me, di amarti a mio piacere, o di servirti qui dove mi aspetti? Aspetta, Signore, Ti servirò domani. Vedrai Signore, quando sarò guarito. Quale disillusione, se non ci fosse un domani, se domani, invece di guarire, mi aspettassi nella Patria, e se arrivassi con le mani vuote, con una vita fallita, per avere atteso! Signore, non voglio fallire la mia vita; non è fallita per essere una vita di malato, e posso colmarla fino a traboccare, quando lo volessi, con la tua grazia, poiché la tua grazia si burla del tempo, e non sa che farsene delle azioni gloriose del mondo. Accettare la mia malattia offrirti gioiosamente le mie sofferenze, questo non chiede che un minuto, Signore; ma questo minuto vale di più di tutta la vita che sogno, e che sarebbe senza dubbio molto bella se Tu non ne avessi scelta un’altra per me.
P. Lyonnet
PREGHIERA DELLA TERZA ETÁ
Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto. Togli da me l’orgoglio dell’esperienza fatta e il senso della mia indispensabilità.
Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta in questo avvicendamento di compiti una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l’impulso della tua Provvidenza. Fa, o Signore, che io riesca ancora utile al mondo contribuendo con l’ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nelle responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale. Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso. Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato dal primo giorno di vita.
Signore, insegnami a invecchiare così.
Amen
G. Penco S.J.
PREGARE PER LE VOCAZIONI
Ti lodiamo, o Padre, e ti benediciamo per averci scelti in Cristo prima della creazione del mondo predestinandoci ad essere tuoi figli adottivi.
Ti magnifichiamo per averci creati secondo la tua volontà, sempre buona, a lode e gloria della tua grazia che ci hai dato nel tuo Figlio diletto.
Ti rendiamo grazie per averci impresso il sigillo del tuo Spirito Santo quale caparra della nostra gloriosa eredità, la medesima che hai riservato al tuo Figlio crocifisso e risuscitato.
Ti supplichiamo di illuminare gli occhi della nostra mente per farci comprendere a quale speranza ci hai chiamati e ti chiediamo di concederci uno spirito di sapienza e di rilevazione per una più profonda conoscenza del tuo disegno d’amore su ciascuno di noi, così da comportarci in maniera degna della vocazione cristiana che ci hai dato e riconoscere in essa le specifiche vocazioni a cui ognuno di noi è chiamato.
Vedendo quanto vasta sia la messe e quanto pochi gli operai, obbedienti al comando di Gesù, ti chiediamo di mandare tanti e santi operai.
Dona la generosità della risposta vocazionale non solo a noi che ci riconosciamo come tuoi fedeli, ma a tanti ragazzi e ragazze, a tutti i giovani e le giovani che ogni anno nella nostra diocesi si affacciano all’età delle scelte.
Fa che le nostre famiglie siano liete di donarti dei figli per il servizio della Chiesa, che i nostri Oratori siano un terreno fecondo di vocazioni sacerdotali e missionarie, che le nostre comunità religiose siano forze di attrazione per giovani e ragazze. Maria, madre di tutte le vocazioni, apri il nostro cuore e apri il cuore di tante persone, che pur cercano il volto di Dio, perché non temano di dire come te: “Eccomi”.
Giovanni Saldarini
EDUCARE ALLA SCELTA VOCAZIONALE
“È fondamentale la responsabilità delle famiglie per quanto riguarda il nascere e lo svilupparsi della vocazione dei figli verso la missione sacerdotale, la vita religiosa e l’apostolato negli Istituti secolari” (ESM 104)
Signore, illumina i nostri interventi educativi, perché sappiamo discernere la vocazione che tu assegni ad ognuno dei nostri figli.
Fa che possiamo rispettare, favorire e promuovere tra le vocazioni quella sacerdotale e religiosa.
Si coltivi nella nostra famiglia una rispettosa e cordiale amicizia con i sacerdoti, come un aiuto, perché vivano la loro vocazione generosamente in pienezza di donazione a Dio e alle anime. Amen
PREGHIERA NELLA STANCHEZZA
Signore, quando avrò fame, dammi qualcuno da nutrire. Quando avrò sete, dammi qualcuno da dissetare e quando avrò freddo, qualcuno da vestire. Quando sarò nella tristezza, dammi qualcuno da consolare, e quando sarò a terra qualcuno da sollevare. Quando il mio fardello mi peserà, metti sulle spalle mie quello degli altri e quando avrò bisogno di tenerezza, che qualcuno venga a chiedere la mia. Fa che non sia mai al termine del mio compito e che non creda mai di aver fatto tutto il mio dovere. Che tutto quanto c’è di bene in me, che io comprenda che non è cosa mia: ma tua . . . e fa che non lo dimentichi mai. Che la tua volontà sia il mio cibo, la tua grazia la mia forza, e il tuo amore il mio riposo. Che tutta la mia vita sia un’offerta perennemente tesa verso di te, o Padre, sino al giorno in cui ti piacerà prenderla.
Amen.
PER NOI BORGHESI, SIGNORE !
Signore, liberaci da questa vita in cui non ci manca più nulla. Ci siamo abituati a vivere in pantofole anche se sappiamo che c’è la guerra, la fame, la miseria, il razzismo. A parole anche noi continuiamo a combattere l’ingiustizia, ma sotto sotto non solo siamo conniventi con essa, ma il nostro modo di fare si regge sull’ingiustizia, anzi ne ha bisogno. Sentiamo bene che siamo dei privilegiati, sappiamo che il privilegio è un peccato, ma diciamo che le cose sono troppo complesse e noi . . . non possiamo far niente. Signore, noi guardiamo con farisaico distacco i nostri beni mentre sappiamo che ci han preso sino alla gola. Siamo avidi e vogliamo apparire previdenti, siamo egoisti e vogliamo essere creduti uomini per bene. Avversiamo in cuor nostro quelli che parlano di condivisione di beni: li detestiamo come seccatori e dimentichiamo che nella Chiesa “nessuno diceva proprio qualunque suo bene; tutto invece era posseduto in comune”. Signore, facci la grazia di veder fino in fondo la nostra ipocrisia. Aiutaci a operare qualche distacco, liberaci dalla schiavitù delle nostre comodità, facci arrossire delle nostre fredde elemosine fino al giorno in cui non avremo capito che la salvezza passa per la giustizia verso i fratelli.
SIGNORE, INSEGNAMI A VIVERE POVERO
Signore, ho compreso che per poterti amare e per poter amare i miei fratelli devo vivere povero interiormente, appassionatamente, come tu hai disposto per me. Aiutami, Signore, a non farmi schiavo delle cose che possiedo, perché fino ad ora preferendole inconsciamente a te, mi hanno impedito di vederti. Nell’ebbrezza dell’abbondanza, incapace di rinunciare ad esse, non ho ancora saputo amare concretamente il mio fratello povero. E mentre vivo tutto circondato dai tuoi doni non permettere più, Signore, che dimentichi il fratello che ha fame, che soffre il freddo, che non può istruirsi; il fratello costretto ad un lavoro inumano, ad una vita infraumana, il fratello meno fortunato di me, che nella miseria è tentato di dividersi da te, perché non ti vede nella mia indifferenza, nella mia avarizia, nello sciupìo che faccio della tua Provvidenza. Signore, per poter pensare sempre agli altri, insegnami ad accontentarmi sempre di poco, ad usare solo il necessario, a non crearmi esigenze, a non preoccuparmi di me stesso più di quanto occorre, per seguire te, per capire che tu sei l’unica ricchezza, che tutto è perso, quando tu non formi la ricchezza del mio cuore. G. Volpi
SIGNORE, AIUTAMI A NON PASSARE ACCANTO AD ALCUNO . . .
Signore, fammi amico. Fa che la mia persona ispiri fiducia: a chi soffre e si lamenta, a chi cerca luce perché lontano da te, a chi vorrebbe incominciare e non sa come, a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace. Signore, aiutami a non passare accanto ad alcuno con volto indifferente, con un cuore chiuso, con un passo affrettato. Signore, aiutami ad accorgermi subito di quelli che mi stanno accanto. Fammi vedere quelli preoccupati e disorientati, quelli che soffrono e non lo mostrano, quelli che si sentono isolati senza volerlo, e dammi quella sensibilità che mi fa incontrare i loro cuori. Signore, liberami da me stesso perché ti possa servire, perché ti possa amare, perché riesca ad ascoltarti, in ogni mio fratello che tu mi fai incontrare.
G. Volpi
SIGNORE, SONO SOLI
Signore, gli uomini soli sono molti. È solo l’adolescente che non sa, non osa, non può confidarsi. È solo quell’ammalato di cui nessuno si cura. È sola la vedova che i figli visitano tre volte alla settimana quando possono guadagnare qualcosa, e che invece abbandonano quando non hanno nessun interesse. Soli e abbandonati sono spesso i vecchi. Ogni creatura che non si sente preziosa agli occhi degli altri, è sola. Ma c’è di peggio, Signore. Ci sono quelli che vivono isolati perché nessuno li ritiene degni d’uno sguardo e d’una parola. Non li vediamo e passiamo oltre: sono un numero in questo mondo. Sentendosi inutili, spesso si chiedono se per loro vivere abbia ancora un senso. I poveri, Signore, quelli sono i più isolati; li mettiamo ai margini, li respingiamo, li lasciamo fuori. Signore, per ogni persona sola io ti prego. Tu che provasti l’atroce sofferenza della solitudine, dell’abbandono e dell’isolamento aprimi verso quelli che sono soli; fammeli vedere accanto a me e aiutami a scoprire le vie per entrare in dialogo rispettoso con loro, con un’amicizia vera e calda. Ma, soprattutto, o Gesù, aiutami a capire che la loro solitudine non si vince con le parole ma con giustizia e con amore. Siamo noi che, con il nost |