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Memorie e documenti sulla Chiesa di San Nicola Vescovo in Pancalieri |
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(Trascrizione a cura del dr. Paolo Libra di un quadernetto conservato presso l'Archivio Parrocchiale, in parte già utilizzato dal Cuniberti per la redazione della Storia di Pancalieri nel 1948). |
Riparazioni alla chiesa parrocchiale
Transazione tra la comunità
di Pancalieri e l'illustrissimo signor marchese Gio Antonio
Turinetti di Priero.
L'anno del Signore mille settecentonovantadue alli 25 del mese di
maggio.
Il marchese Turinetti di Priero ha sui particolari di Pancalieri
il diritto di decima di grano, vino e canapa sulla rata di uno
per ogni venti come dalla di lui investitura camerale 11 maggio
1771.
Successivamente davanti all'avvocato generale sono comparsi la
comunità di Pancalieri quanto il signor marchese feudatario ed
hanno esposte le reciproche loro dimande, istanze ed eccezioni
relativamente a detta decima ed al concorso del signor marchese
come patrono e decimante nelle annuali riparazioni della chiesa
parrocchiale preteso dalla comunità.
L'avvocato generale li 28 febbraio 1792 ha proposto l'affranchimento
del suddetto territorio di Pancalieri dal peso di detta decima di
grano, vino e canepa mediante la fissazione di annue lire
duemiladuecento pagabili dalla comunità in perpetuo sul di lei
universale registro al feudo e per esso al possessore pro tempore
del medesimo colla riserva però di spiegare l'ulteriore suo
sentimento intorno all'annuo concorso del signor marchese
feudatario nelle spese di riparazione della chiesa, la quale
sebbene propria della comunità viene a luogo dell'antica
parrocchiale di patronato del signor marchese oggi usata
presentemente come parrocchiale dello stesso luogo.
Potersi equatamente stabilire per dette riparazioni il concorso
del prefato signor marchese feudatario e suoi successori nel
feudo, in annue lire centocinquanta da compensarsi coll'annualità
delle avanti progettate annue lire duemiladuecento per l'affranchimento
suddetto.
Il prefato signor marchese per sé e suoi signori successori ha
affranchito e per il presente affranchisce il luogo e territorio
di Pancalieri dal pagamento della decima di grano, canepa e vino
sicché dall'anno corrente in avvenire ed in perpetuo saranno li
possessori dei beni del luogo e territorio anzidetto liberi e
sciolti dall'obbligo di corrispondere la detta decima, ed in
corrispettivo di tale affranchimento e liberazione li sovra
nominati signori deputati a nome e per l'interesse della loro
comunità, ed il pubblico rappresentanti si obbligano, promettono
e sottomettono di corrispondere annualmente ed in perpetuo al
mentovato signor marchese di Pancalieri e signor successori
feudali l'annualità invariabile di lire duemila duecento regie
di Piemonte pagabili in dicembre di ciascun anno da principiarsi
tal pagamento dall'anno corrente.
Successivamente lo stesso signor marchese feudatario per sé e
suoi signori successori nel feudo si obbliga, promette e
sottomette di corrispondere annualmente ed in perpetuo alla
stessa comunità l'annua somma pure invariabile di lire
centocinquanta regie suddette in corrispettivo dell'obbligo e
peso perpetuo che qui si assume l'anzidetta comunità di
soccombere essa per intiero alle riparazioni e manutenzione della
suddetta chiesa di Santa Maria, già da molti anni officiata dal
signor pievano di detto luogo a vece dell'antica parrocchiale di
patronato del signor marchese feudatario, il quale egualmente che
li signori di lui successori in detto feudo saranno dispensati in
perpetuo, come avanti, da ogni concorso in dette riparazioni e
manutenzione per detta chiesa.
E siccome si è da un canto obbligata la comunità come sovra di
pagare al signor marchese feudatario e signori successori nel
feudo l'annualità delle lire duemiladuecento e dall'altra si
obbliga questo di corrispondere a quella le anzidette lire
centocinquanta perciò si dovrà fare di queste l'annuale
compensa con l'altra suddetta maggiore somma di lire
deumiladuecento, le quali verranno in conseguenza a ridursi a
sole annue lire duemilacinquanta pagabili come sovra.
Decime dovute
dal marchese di Priero al parroco
Emine 40 di frumento
barbariato - 18 sacchi
Carra 2 di vino - 12 brente
Carra 2 di paglia
Sulle decime in natura che il marchese di Priero percepiva sul
grano, canepa e vino (come dal precedente strumento) il pievano
di Pancalieri conseguiva prima dell'anno 1792 otto sacchi di
barbariato, dodici brente di vino e due carra di paglia.
Avvenuta la transazione giudiziale del 25 maggio 1792 il marchese
di Priero dimenticò la prestazione di dette decime al pievano il
quale perciò ne fece dimanda agli aventi causa dal detto
marchese Gio Antonio Turinetti di Priero.
Con strumento giudiziale del 30 giugno 1826 rogato Negro il
comune di Pancalieri si affrancava dalla prestazione delle annue
lire duemilacinquanta antiche di Piemonte alla casa del marchese
Turinetti di Priero (portata con strumento giudiziale del 25
magio 1792 rogato Vernier) pagando ai Turinetti di Priero lire
trentamila ed assumendosi l'obbligazione di disinteressare il
pievano di Pancalieri dell'annualità da questo reclamata alla
casa Turinetti di Priero di detti sacchi otto barbariato, brente
dodici di vino e carra due di paglia per quanto fosse dal 1
luglio 1825 e non altrimenti giacchè per gli anteriormente
decorsi si sostenevano prescritti.
Tra la comunità ed il pievano di Pancalieri furono intraprese
trattative relativamente all'affranchimento o sia conversione
della detta prestazione in natura in somma certa di denaro
essendo più vantaggiosa per il pievano ed essendo sorte le più
serie difficoltà massime per l'adeguata distribuzione o riparto
sovra i vari proprietari e possessori. Dopo parecchi esperimenti
di trattative dalle parti fu accettato un temperamento di
assoluta reciproca convenienza.
Rinforzi
esterni all'absideo
Nell'estate del 1866 si verificarono screpolature nella volta del coro specialmente quando suonava la campana maggiore. Fu sospeso il suono di detta campana per non aumentare la fenditura del coro. Non fu suonata alla sepoltura di Oddono Melchiorre. In un giorno dell'estate del 1866 in parrocchia si sentirono sul mezzogiorno suonare tutte le campane. Erano arrivati gli addetti al genio civile.
Sepolcri e
cimiteri
Dai registri dei morti per
l'anno 1755 risulta che vi erano vari luoghi dover erano sepolti
i cadaveri tra cui il cimitero della chiesa parrocchiale di San
Nicolao esistente nella piazza di San Nicolao. La porta d'ingresso
era presso il muro del cortile della cascina della parrocchia.
(deposizione di Chialva Angela)
"Mio padre nato nel 1815 raccontava che bambino di pochi
anni fu sollevato in braccio a vedere il trasporto dei cadaveri
dal camposanto di San Nicolao al camposanto nuovo detto della
Pieve. Abitava la sua famiglia in fondo alla via dei Galletti e
vide parecchi carri (non ricordo il numero) trainati da vacche
con sopra i carri i resti mortali dei cadaveri. Attorno ai carri
erano state attaccate delle torce accese".
Non furono potute disseppellire tutte le ossa. Nel 1884 scavando
per impiantare l'albero della cuccagna com'era consuetudine per
la festa dei Corpi Santi fu trovato un teschio.
Sacerdoti e
cappuccini pancalieresi
o operanti in Pancalieri
D. Tesio + 1853
D. Agnelli + 1817 a 80 anni
D. Beltramo
D. Bonaudi
P. Garella
D. Caligaris
Morti e luogo della sepoltura
Anno 1806
Boetti Cirillus, capucinus ex religione, annos (
)
septuaginta circiter natus, sacramento extrema unctione refectus
(
) obiit die vigesima septima iunii anno ut supra et
sequenti die subter choro ecclesiae parochialis sepultus est
Anno 1816
Turletti D. Franciscus a Raconixio ann(
) octuagesimo
circiter natus, sacramenti munitus, obiit die vigesima prima
aprilis anno 1816 et subter choro ecclesiae parochialis Sanctae
Mariae sepultus est.
Sepolti nella tomba dei sacerdoti
Anno 1820
D. Ruscazio frate minore
Anno 1825
D. Capello Gabriele Andrea cappellano della chiesa della Pietà
Anno 1827
D. Agnelli Francesco Andrea di anni 90
Anno 1835
D. Ruscazio Domenico
Anno 1842
D. Pagnone Vincenzo
Anno 1840
Fr. Pagnone Gio Antonio beneficiato, fu Giuseppe e fu Teresa
Matilde Tesio
Anno 1841
D. Bonaudo Agostino sacerdote cappellano dell'altare della
Concezione
Anno 1846 (20 settembre)
P. Agostino Garella ex carmelitano di Pancalieri d'anni 77
sepolto nel cimitero di questo comune
Anno 1854 (24 maggio)
Diacono Ferrero Giuseppe fu Gio e Bioglio Isabella d'anni 23
sepolto nel cimitero di questo comune su autorizzazione dell'autorità
competente
Anno 1857 (7 maggio)
D. Masino Francesco maestro comunale d'anni 33 sepolto nel
cimitero di questo comune
Parroco D. Debernardi
Fu accompagnato alla presa di possesso dal Beato Sebastiano Valfrè.
Era oriundo del Biellese. La sua famiglia venne a stabilirsi a
Pancalieri e acquistò la casa che si trova dirimpetto alla
chiesa di Santa Maria, ora chiesa parrocchiale. Sapeva la musica
e insegnò il Regina Coeli che si canta nelle feste solenni. Il
Beato Sebastiano Valfrè celebrò la Messa nella chiesa delle
Clarisse.
Parroco Don Viola Gio Batta
Morì in concetto di santità il 12 agosto 1846. In sepoltura fu
portato scoperto. Fu compianto da tutti i parrocchiani che colle
lacrime agli occhi esclamavano. "E' morto nostro padre".
Discorso dell'Addolorata alla Confraternita
P. Savino cappuccino aveva predicato nell'inverno gli esercizi
spirituali e attirato l'attenzione di tutti. I rettori del
Carmine Chialva Antonio (morto poi nel 1902) e l'altro rettore (
)
deliberarono di far tenere il discorso dell'Addolorata alla
Confraternita alla sera del Giovedì Santo prima di andar a far
la visita ai sepolcri.