Coltivatori  Diretti

La storia della Sezione Coldiretti di Pancalieri

attraverso quella dei suoi Presidenti

 


da: "Il Mezzo Secolo"  Novembre 1999

(Numero unico - Edito dalla Coldiretti Sezione di Pancalieri

in occasione del cinquantesimo anniversario della locale Sezione)


 

  Quest'anno ricorre il cinquantenario della fondazione della Sezione dei Coltivatori Diretti di Pancalieri, ed è bello, in un'occasione di questo genere, ripercorrere la nostra storia attraverso quella dei Presidenti che hanno guidato la Sezione: Marco Oddono, Giuseppe Mainardi e Vittorio Cavaglià.

 

 

  Marco Oddono (Marchin), fu uno dei personaggi (insieme a Giuseppe Mainardi, Giovanni Coaloa e Guglielmo Bonetto) a fondare la Coldiretti nel lontano 1948. Già in quegli anni, la Sezione contava oltre 300 iscritti. Io ho avuto la grande esperienza di conoscere il nostro primo presidente. Per due motivi, prima di tutto, perché mio padre ne parlava spesso in famiglia, affascinato dalle sue parole e dal suo impegno per i coltivatori, poi perché abitavamo nella stessa contrada.

  Il Presidente Oddono era una persona intraprendente e piena di iniziative, capace di spiegare con efficacia ai coltivatori ciò che la Federazione di Torino comunicava attraverso lettere settimanali. Allora, infatti, non c'era telefono e tantomeno fax. In quei tristi anni del dopoguerra la ricchezza di oggi non esisteva, potevamo mangiare carne due o tre volte al mese, il pane e i dolci erano rari. Insomma, in campagna la povertà e la miseria erano reali, si era scoraggiati e rassegnati, era difficile far capire le cose alla gente. Ebbene, il Presidente Oddono riuscì a tessere la tela della nuova organizzazione sindacale nelle riunioni fra i coltivatori. Fece capire cosa la Coldiretti sarebbe stata e il significato di parole come "mutua", "pensione", "piccola proprietà"; oppure di pratiche come la distribuzione del grano da seme.

  Il Presidente si impegnò anche sul piano umano: in quegli anni, con la sua Topolino, si prestava a portare dove occorreva coloro che ne avevano bisogno. Piccole cose, di fronte a tutto ciò che Oddono ha fatto per la Coldiretti a Pancalieri. Purtroppo, come la gran parte di ciò che è di questo mondo, nel pieno delle sue forze fisiche Oddono morì in un incidente automobilistico sulla via Aurelia in Liguria, dove si era recato per motivi di lavoro, lasciando nel dolore la moglie Rina, le due figlie e il piccolo Melchiorre. Durante le esequie, il corteo funebre attraversò le vie di Pancalieri tra due ali di folla commossa, consapevole di quello che aveva perso.

 

 

  Dopo due mesi, veniva eletto alla presidenza della Sezione Giuseppe Mainardi (Giuspin), che già aveva ricoperto la carica di vicepresidente. Durante la presidenza di Mainardi, si realizzarono alcuni importanti progetti come la Cassa Mutua, la concessione delle pensioni, l'avvio del Piano Verde per l'agricoltura.

  Nel 1962 arrivò la bandiera della Sezione, conferita con una grandiosa cerimonia. Mainardi in quegli anni lavorò molto per la Sezione e per il Comune, diventandone assessore. Per il grande impegno profuso, nel 1960 la Sezione di Pancalieri venne eletta la migliore della provincia di Torino. Sempre per il suo lavoro, il Presidente Mainardi venne nominato Cavaliere della Repubblica e quindi festeggiato da tutti i pancalieresi. Figura esemplare nella vita, onesto e generoso, ebbe la fortuna di vivere il progresso e la crescita delle campagne.

 

 

  Appagato da tutto quanto fatto, Mainardi lascia la presidenza nel 1970, al suo posto i coltivatori eleggono Vittorio Cavaglià che da anni collabora alla vita dell'organizzazione con diversi incarichi nelle commissioni comunali. Intanto, nel 1968, nasce il Gruppo locale del Movimento Giovanile, seguito da vicino dal neopresidente

 

 

  Cavaglià termina il suo mandato nel 1972 e gli succede chi scrive. Degli anni passati a lavorare come Presidente, potrei scrivere molto, ma quello che ho fatto non ha necessità di essere ricordato. Alla mente tuttavia, tornano le tante visite d'istruzione, i corsi Inipa, le gimkane, le riunioni fatte in continuazione per affrontare i problemi che  via via hanno assillato le nostre campagne, l'impegno nel sociale. A Pancalieri, tutti i coltivatori che hanno avuto un ruolo nel Direttivo sono poi diventati assessori e hanno sempre lavorato in armonia con i Sindaci per il bene della comunità.

  Così siamo arrivati all'oggi. Un presidente, come sempre, pieno di problemi e di sfide. C'é troppa burocrazia, ci sono troppe leggi che non lasciano lavorare tranquillamente i coltivatori.   Ma noi andiamo avanti.

  Al termine di questa breve carrellata, auguro quindi ai coltivatori salute, lavoro e prosperità e di continuare ad essere dei veri protagonisti e artefici del progresso delle campagne. 

 


 

 

Una foto a ricordo di alcuni Coltivatori premiati

durante una manifestazione degli anni '70.