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Parrocchia Chiese e Pievani

LA PIEVE
Aveva significato di distretto nell’organizzazione ecclesiastica. Le Pievi, sorte nel periodo Longobardo – carolingio, avevano a centro la Chiesa Battesimale e comprendevano molte chiese e cappelle rurali, sul clero delle quali aveva giurisdizione il Pievano. (Brossa, op. cit.). Dove era situata l’antica Pieve di Pancalieri nominata nelle carte di Barbarossa del 1159 ? Era con tutta probabilità sul luogo dell’attuale cimitero, perché il ponte che vi conduce si chiama ancora adesso "Punt d’la Piè" (Ponte della Pieve) e la Commenda che sorge in seguito era detta Commenda della Plebe. A chi era dedicata l’antica Pieve ? Siccome in antico i cadaveri si seppellivano nelle chiese e attorno ad esse, potrebbe essere che la Pieve di Pancalieri fosse dedicata alla Madonna, perché nella carta di donazione del Marchese Giacomo Romagnano e sua moglie Agnese alla Chiesa di S. Giacomo dell’ospedale di Cortevecchia nel 1157 è nominata "una pezza di terra in cui si trova un cimitero dedicato a S.Maria con una casa situata in un luogo detto Rivoira che è in Pancalieri." (Gabotto) (Carte inedite e sparse del Pinerolese. S. S. S.)

LA COMMENDA dei CAVALIERI GEROSOLIMITANI
Sorse intorno al 1400 sul luogo dell’attuale cimitero e da essa dipendeva Valmala in Val Varaita. I Commendatari delle vicine Commende di Pancalieri e Murello ebbero parte attiva negli avvenimenti di quel tempo. Ecco l’elenco dei Commendatari di Pancalieri: Fra Antonio Provana (1434-39) – Fra Gaspare di Airasca precettore di Candiolo e Pancalieri (1437) – Fra Pierino Dal Pozzo dei Signori di Brandizzo (1513) – Fra Giuseppe Cesare Raspa, che nel 1611 ebbe una lite colla comunità di Vigone, per aver questa fatta facoltà agli appaltatori delle decime di quel luogo di prelevare da un podere posto su quel territorio alcuni covoni di biade a titolo di decime da cui la Commenda era immune. (Rovere, Arch. Di Stato Torino; Dal Pozzo fra Bartol. Ruolo Gener. Cav. Ger. Arch. Arciv. Tor.).

LA CHIESA di S.NICOLAO
Si trova nominata in carte dell’archivio di Stato a Torino del 1339 col titolo di Rettoria, e nell’elenco delle Chiese che nel 1386 pagavano il cattedratico al Vescovo di Torino insieme con la Chiesa di S. Ambrogio; ma mentre le altre Chiese portano il titolo di Parrocchiali, queste di Pancalieri sono notate senza titolo, perché probabilmente nella Chiesa di S. Nicolao non si aveva ancora la cura delle anime. S. Nicolao si trova nominato come patrono di Pancalieri nel 1433 quando furono posti in osservanza gli Statuti. Dalle Visite Pastorali del 1546-84-95 sappiamo che aveva tre altari; l’altare maggiore dedicato a S. Nicolao; i laterali a S. Giovanni Battista e ai SS. Pietro e Paolo; che la chiesa era senza pavimento e con in mezzo un sepolcro; che quivi si amministrava il Battesimo e si scrivevano i nomi dei battezzati su fogli volanti. La rendita della Chiesa era di 150 scudi e sotto la sua cura vi erano 2000 anime atte ricevere la SS. Comunione. Si aveva l’obbligo di tenere un cappellano; le funzioni però si celebravano nella Chiesa di S. Maria, l’attuale Parrocchia. La chiesa di S. Nicolao era sull’attuale "Piazza Nuova" e aveva a rincontro il cimitero. La porta del cimitero era presso il muro della cascina parrocchiale. I morti che dapprima si seppellivano nelle diverse chiese, col primo gennaio 1613 s’incominciò a seppellirli nel cimitero di S. Nicolao. Diverse famiglie signorili continuarono a essere sepolte nei loro sepolcri di famiglia. Si cessò di seppellire nel camposanto di S. Nicolao nel 1811, e nel 1884 scavando in "Piazza Nuova" per impiantare l’albero della cuccagna fu ancora trovato un teschio. Nella prima metà del secolo XIX la chiesa minacciante rovina venne demolita. (Archivi Arciv. Torino e Parrocch. di Pancalieri).

L’ATTUALE PARROCCHIA
Era in antico dedicata a S. Maria. Si ha notizia fin dal 1513, anno in cui i fratelli De Bultis ricevevano "il diritto di patronato per la cappella di S. Antonio nella chiesa di S. Maria nei limiti della Parrocchia di S. Nicolao del luogo". La cappella di S. Antonio era dotata di 300 fiorini e diversi beni. Dalla Visita del 1584 risulta in buon stato, ma col pavimento guasto perché in esso si seppellivano i morti scavando la terra. "In questa chiesa si conservava il SS. Sacramento in un calice di bronzo indecentissimo, in un tabernacolo non foderato ma dipinto al di fuori". Aveva solo l’altare maggiore in pietra, sotto un baldacchino ornato di una bella icona, di candelieri e croce, e l’altare di S. Antonio. Nel 1595 la troviamo invece con cinque altari: l’altare maggiore, della Compagnia del Rosario, della Madonna del Carmelo, di S. Anna e di S. Caterina. La chiesa ben tenuta, le pareti nude senza volta e senza pavimento. Nella visita del 1668 sono nominati sette altari: il maggiore di mattoni con sopra un icona della Madonna "elegantemente dipinta", del SS. Sacramento, dei SS. Rocco e Sebastiano, del Suffragio, della Madonna del Cordone, di S. Anna, di S. Bartolomeo e della Compagnia del Rosario con 400 iscritti. La chiesa era a tre navate: le due laterali colla volta e la centrale col solaio. Il 19 maggio 1777 Mons. Rorengo di Rorà compiva solennemente il rito della consacrazione della chiesa ampliata e restaurata. Le Compagnie del SS. Sacramento e del Rosario provvedevano tutto l’occorrente per la chiesa e la sacrestia. (Archivi Arcivesc. Tor. e Parr. Pancalieri). Gli altri restauri e migliorie saranno notati nei cenni biografici dei Pievani che li hanno curati e compiuti.

I CORPI SANTI
In un prezioso ed artistico reliquiario, portate dalle catacombe Romane a Pancalieri per opera del munifico P. Recepelli nel 1814, si conservano le seguenti Reliquie:
San Crescenzio, figlio del martire San Getulio tribuno romano e di Santa Sinforosa. Morì martire coi sei fratelli sotto l’imperatore Adriano nell’anno 120. La sua festa si celebrava il 18 luglio.
Santa Felicissima, prima fracassata la bocca con pietre e poi percossa di spada morì martire a Faleria in Toscana. La sua festa si celebra il 12 agosto.
San Teofilo, fu martirizzato in Roma e la sua festa si celebra il 28 febbraio.
San Gaudenzio, soffrì il martirio ad Arezzo. La festa è celebrata il 19 giugno.
Santa Vittoria, di Tivoli, figlia di nobili genitori, venne trafitta al cuore sotto la persecuzione di Decio. La festa si celebra il 23 dicembre.
Santa Cristina, figlia di Urbano prefetto di Bolsena che furibondo idolatra con crudeltà inaudita la condannò ai più strazianti martiri avendo la santa appena 13 anni.

LA CHIESA di S.AMBROGIO
Situata sulla via da Pancalieri a Carignano si deve annoverare fra le chiese più antiche e importanti del Piemonte. Essa è infatti nominata fra le chiese dotate di ampie rendite che nel 1386 pagavano il cattedratico al Vescovo di Torino. Significativo il fatto di essere dedicata a S. Ambrogio in tempi in cui la diocesi era suffraganea di quella Milanese. E’ menzionata nella Visita pastorale del 1769 in cui troviamo come al presente: in ottimo stato con altare di mattoni separato da un breve spazio (che serviva da sacrestia) dall’abside, dominata da un bel quadro del Santo Titolare. Era provvista di tutto l’occorrente per la S. Messa che si cantava in una domenica di settembre, giorno della festa, perché il 7 dicembre era per Pancalieri giorno di fiera.
Provvedevano alla chiesa e per la festa due massari scelti ogni anno dal Sig. Pievano. Si ricorreva all’intercessione di S.Ambrogio per esser liberati dalle febbri e dal mal di capo, portando in riconoscenza per la grazia ricevuta l’offerta di un mattone. (Chiuso, Storia della Chiesa in Piemonte; Vis. Past. In Arch. Arc. Torino).

LA MADONNINA dell’EREMITA
Solitario tra il mistico silenzio e il verde dei boschi, sorge devoto il piccolo Santuario della Madonnina dell’Eremita a vegliare e benedire i raccolti dei pii Pancalieresi. Il primo documento storico si trova nella Visita Pastorale del 1668 in cui si legge: "Dopo avere visitata la Cappella di Castel Rainero, proseguendo il viaggio verso il vicino luogo di Pancalieri, visita la cappella campestre sotto il titolo della Beata Vergine Maria, in cui abita un Eremita dell’ordine dei Camelitani, con facoltà dell’Illustrissimo Signore del Luogo. La cappella è coperta da tetto. L’altare di mattoni ha un’icona della Beata Vergine Maria dipinta sul muro: ha due palii e le altre cose mancano.." La cappella, di cui parla la visita Pastorale è stata fabbricata, con tutta probabilità dopo cessato il flagello della peste del 1630, in adempimento di qualche voto fatto in quel tempo, chiudendo un pilone dedicato ai protettori contro la peste: la Beata Vergine, S. Rocco e S. Sebastiano. Il Pievano Can. Giovanni Boccardo nota che nella parte esterna verso ponente si vedono le dimensioni dell’antico Pilone a destra del quale si scorge uno stemma nobiliare: un quadrupede in campo rosso e bianco, e a sinistra una data che pare 1529. Nel 1717 si costruì la casa al fianco sinistro della Chiesa e l'abitò per primo l’Eremita Antonio Magnino. Nel 1720 venne riparata e chiusa da ogni parte la cappella, ma non finita; e in quest’occasione il Sommo Pontefice concesse l’Indulgenza Plenaria a quanti visitassero la Chiesa nel giorno della festa. Nel 1722 ne era Cappellano Don Antonio Galliero. L’attuale altare è stato intagliato e sculturato nel 1745 dal Signor Damè di Torino e benedetto da Don Giovanni Battista Bonaudo, fratello del Rettore, nel 1746. Nella Visita Pastorale del 1777 troviamo la Cappella e la casa come sono oggi. Al fianco destro della Cappella vi è un pozzo la cui acqua si beve con una specie di devozione. Quanti si recano ad attingervi acqua si fermano di solito alle finestre dell’antico Santuario per salutare la Madonna. (Dagli Archivi di Torino e Parrocch. di Pancalieri).

LA MADUNINA.
Tra l’verd d’arbre d’sales e d’la gasìa
Cun i so mur scur, antich, sporch d’causina;
Sula n’t la pas, piena d’puesìa
Spunta na capela: "La Madunina" !
Cun so trent a spale o cun la fausìa
L’brav om ch’a travaia o pur la dunina;
Ognun che là passa, dausin ch’a sia
A s’gava l’capel oppura s’inchina.
Su l’altar maggiur la Vergin Maria
Guarda devota so bel Gesù Bambin.
La gent d’Pancalè sempre prutegìa
N’ti so gran maleur, guere, pest e sagrin.
Lu diso le mare e nui lu cantuma
Che Ti d’Pancalè d’sei la Regina
N’ti nostri sagrin ancura preguma
Gav’ne dai pastis, bela Madunina !
Al cit ch’a la vita apena s’desvìa
E a chi a la tumba già s’ncamina
Rivolg l’to sguard matern, o Maria,
Dal to bel Santuari d’la Madunina.
Ai nostri suldà ch’a cumbatu luntan
Per aria, per tera e’n t’la marina,
Ti faie curage, Ti daie na man,
Valur e vitoria, o cara Madunina.

La CONFRATERNITA e CHIESA di S. BERNARDINO
Il 15 marzo 1455, sotto il Pontificato di Callisto III, Mons. Ludovico Romagnano Arcivescovo di Torino erigeva in Pancalieri la Confraternita di S. Bernardino. La confraternita ufficiava in un primo oratorio intitolato a S. Bernardino nel luogo dell’attuale teatro. Di quell’oratorio era cappellano nel 1546 Don Bernardino Carrena Priore dei Disciplinati in Pancalieri, a cui Mons. Vescovo di Ventimiglia ordina di celebrare la Messa nell’oratorio all’aurora. Ma poi per il numero sempre crescente degli ascritti la Confraternita passò nell’antica Parrocchiale di S. Nicolao e nell’oratorio di S. Bernardino, divenuto troppo ristretto, si stabiliva la Società di S. Croce, In esso si recitava l’Ufficio della Madonna e vi si celebrava la S. Messa all’unico altare. L’oratorio nel 1584 si trovava ancora nei suoi edifici in buon stato. Il15 luglio 1612 (?) la Confraternita acquistava per £. 1540 il sito e fabbricava l’attuale chiesa di S.Francesco dove ebbe poi sede anche sotto i Cappuccini che vennero a stabilirsi nel 1622. Finalmente il 28 ottobre 1723 per £. 2000 comperava il sito e fabbricava l’attuale Chiesa Nuova, che venne poi in seguito abbellita e decorata come la vediamo ora. In essa si stabiliva la Compagnia di Nostra Signora del Carmelo che per celebrare la sua festa si serviva della statua della Madonna che ora si porta in processione ai Corpi Santi, e la si ornava con corone d’argento molto antiche. Nel 1767 la Compagnia acquistava l’attuale statua della Madonna del Carmine e nel 1825, il 30 aprile, fra Gregorio Ministro Generale dei Carmelitani, erigeva canonicamente la Compagnia. (Dalla Visite Pastorali e Arch. Parrocch. Panc.).

La CHIESA di S. FRANCESCO o dei FRATI
In origine dedicata a S. Bernardino aveva l’altar maggior titolato alla B. V. Maria. Dominava l’altare un trittico chiuso con vetri con entro la statua della Madonna rivestita e ornata di seta e oro, con ai lati S. Bernardino e S. Giovanni Battista. Aveva un tabernacolo dorato e dipinto e tutto l’occorrente per l’ornamentazione e celebrazione della S. Messa. Il presbiterio era chiuso con cancelli di legno. Dietro l’altare vi era l’oratorio dei Confratelli di S. Bernardino con sedili e cattedra ben lavorati; in esso vi recitavano l'’fficio della Madonna; il Rettore si sedeva in mezzo sulla cattedra. I Confratelli in numero di circa 70 incedevano in abito cinereo sotto il vessillo di S. Bernardino. Allo stesso altar maggiore era eretta la Compagnia del Carmine con 500 Confratelli e Consorelle arricchita di numerose indulgenze concesse dal R. P. Generale dei Carmelitani Gregorio Canalis con breve dato a Roma in data del 25 gennaio 1625. Un secondo altare detto delle Umiliate era dedicato a S. Elisabetta con sopra l’immagine della Madonna, di S. Elisabetta e di S. Giuseppe. Le Umiliate in numero di 50 furono erette da Mons. Bergera, Arciv. di Torino il 5 aprile 1636, ma senza indulgenze. Incedevano in abito cinereo sotto il vessillo della Croce. La chiesa aveva la volta, il pavimento e le mura bianche. Accanto alla Chiesa v’era la Sacrestia comune coi RR.PP. Cappuccini. Dopo l’erezione dell’attuale Chiesa di S. Bernardino la Chiesa dei Frati venne dedicata a San Francesco d’Assisi. (Archiv. Arciv. Torino – Visite Pastorali).

La CHIESA dello SPIRITO SANTO
Poco lungi dal Monastero (in vicolo del Ricetto) vi era la casa dei Confratelli dello Spirito Santo che serviva a cuocere e dispensare "ciceres et panem" ai poveri nel giorno di Pentecoste. Questa casa era dotata di 25 jugeri di terra. Veniva amministrata da tre ufficiali, e ogni anno il più vecchio cedeva il posto al nuovo eletto. Rendevano conto dell’amministrazione al Sindaco della Comunità coll’intervento del Signor Pievano. Così nel 1730. Si ha una prima notizia negli ordinati di Pancalieri in data del 26 giugno 1594, in cui il Consiglio Comunale nomina due priori della Confraternita dello Spirito Santo. (Arch. Parr. Panc.).

La CAPPELLA del SS. NOME di MARIA
Era situata presso l’abitato ed era di proprietà del Monastero delle Clarisse. Aveva un altare di mattoni con sopra un dipinto della Madonna. Il Cappellano del Monastero vi celebrava la Messa il 12 settembre.

La CAPPELLANIA della B. VERGINE della PIETA’
Venne eretta per testamento del Signor Magno Valente della Marmora il 7 maggio 1697. Aveva un altare di mattoni con la mensa di legno. Nel 1708 era cappellano Don Giov. Battista Manchio di Villafranca provvisto da Mons. Michele Vibò Arcivescovo di Torino con obbligo di celebrarvi la Messa ogni Venerdì.

SAN ROCCO
Il 5 gennaio 1613 una certa Maria . ., venne trovata morta nella Cappella di S. Rocco e fu sepolta nel Cimitero di S. Nicolao. Questa notizia che si legge nei Registri Parrocchiali è la prima che si ha di detta Cappella. Nel 1668 aveva la volta e i muri bianchi, l’altare in mattoni con predella e icone del Santo. Era chiusa con cancelli di legno, con davanti il vestibolo coperto di tegole. Nel 1769 non si fa più menzione del vestibolo e dei cancelli di legno, segno che era già stata restaurata nella forma attuale. Provvedevano due massari eletti dal Pievano; si cantava la messa e s’impartiva la Benedizione nel giorno di S. Rocco.

La CHIESETTA di CASTEL RAINERO
Veniva riedificata insieme col castello, distrutto dai Francesi nel 1706, sulle rovine dell’antica, da Antonio Turinetto, signore del luogo e dedicata all’Immacolata e ai SS. Carlo e Grato. Era ufficiata da un cappellano pagato in parte dal feudatario e in parte dai borghigiani. L’ultimo cappellano fu Don Giovanni Croce di Virle morto a Collegno alcuni anni or sono.

SANTA MARIA del POSSU’ o POSSUTO
Sorge a un miglio circa dall’abitato. Ha innanzi un atrio in mattoni aperto solo davanti. Era provvista di tutto il necessario per la celebrazione della S. Messa. Due massari nominati dal Pievano provvedevano alla celebrazione della festa nella domenica fra l’ottava della Natività di Maria.

SAN SEBASTIANO
Era una piccola cappella decente, ben arricciata, con pavimento a mattonelle, chiusa da una porta di legno di pero, con un atrio innanzi aperto da tutte le parti, con due finestre colle grate di legno e sorgeva verso Villafranca dove ora sorge il pilone dedicato allo stesso Santo. Aveva un altare di mattoni di S. Sebastiano. Era di proprietà del Municipio. Si ha di essa notizia fin dal 1668. L’ultimo Sacerdote che vi celebrò la S. Messa fu Don Ignazio Canavera.

CHIESA dell’OSPIZIO
Sorse colla fondazione del medesimo circa l’anno 1885 per opera del Pievano Can. Giovanni Boccardo. In questi anni venne abbellita di facciata. Presso il presbiterio riposa la salma del Fondatore e accanto della Fondatrice

SANT’ANNA
Cappella situata appena fuori dell’abitato con altare di mattoni aderente il muro con sopra il dipinto di S. Anna. Si ha memoria di essa nella Visita Pastorale del 1769. Vi si canta la Messa nel giorno della festa.

PRIORATO di S.GIOVANNI BATTISTA della MOTTA
Veniva eretto il 2 giugno 1639 in regione Motta con diritto di Patronato del fondatore. Lo possedeva nel 1769 Giov. Battista Raimondo auditore della Regia Camera e ne era Rettore Giov. Agostino Poggio di Torino immesso nel beneficio da Mons. Rotario nel 1753 e confermato dal Conte Cancellario; il Rettore soddisfaceva ai suoi oneri per mezzo di Don Giorgio Burghesi di Mondovì, maestro municipale del luogo. La cappella ben tenuta nei suoi edifici coll’altare in mattoni aderente il muro, coll’icone di S. Giov. Battista e provvista di tutto il necessario per le sacre funzioni. Si celebrava la Messa in tutte le feste di precetto colla recita, dopo la Messa, del De profundis in suffragio dell’anima del fondatore e suoi defunti. Una lapide marmorea fissa nel muro laterale ne fa memoria.

I PIEVANI
Ecco l’elenco dei Pievani che ressero la Parrocchia di Pancalieri, con note biografiche e date di cui si ha memoria nei documenti:

Don Giacomo Rettore di Pancalieri morto nel 1339.
Marchesino Don Antonio di Moncalieri; fa la sua entrata nella Chiesa di S. Nicolao nel 1339; nel 1350 viene promosso ad altra Parrocchia.
More Don Guglielmo di Grugliasco che fa la sua entrata in S. Nicolao nel 1350.
Dulcio Don Guglielmo che nel 1379 viene promosso Pievano di S. Maria di Racconigi.
Viperi Don Giovanni di Carignano. Entra nel 1379.
Albini Don Brunetto di Cercenasco che nel 1428 passa dalla Parrocchia di Virle a quella di Pancalieri, nominato da Ludovico di Savoia Signore di Pancalieri. Nel frattempo Papa Martino V nomina il Can. Giovanni Guala. Si fa la causa, e per sentenza di Michele Cacherano, Abbate di S. Maria di Pinerolo Commissario approvato viene riconosciuto che il diritto di patronato spettava a Ludovico di Savoia e quindi fu riconfermato Don Albini (1432). Il diritto di patronato viene poi approvato nel 1473 da Papa Sisto IV a favore di Francesco di Savoia figlio di Ludovico, Signore di Racconigi. Il 15 marzo 1500 Francesco di Savoia associa suo fratello nella metà del diritto di patronato della Parrocchia di S. Nicolao di Pancalieri.
Gagliardi Can. Giovanni che il 12 luglio 1500 rassegna le dimissioni della Parrocchia nelle mani del Sommo Pontefice.
Faletto Don Bartolomeo presentato da Francesco e Ludovico di Savoia nel 1500 e nello stesso anno gli viene conferita la Parrocchia da Mons. Della Rovere Vescovo di Torino. Il 17 novembre 1508 il Vescovo di Torino in seguito alla Bolla del Papa Giulio II unisce alla Parrocchia di Pancalieri anche quella di Osasio. Nel 1524 si contendono la Parrocchia di Pancalieri Don Michele della Rovere e Don Antonio Azono. La causa viene portata a Roma e la sentenza è data in favore di Don Azono.
Azono Don Antonio è annoverato fra i Pievani di Pancalieri in data 1528. Egli si prende come Vicecurato Don Domenico Giovanino. Don Azono viveva ancora nel 1546, mentre troviamo già come rettore in S. Nicolao nel 1541 colui che gli succede.
Don Giovanni Pietro Sabaudia nominato dalla Sede Apostolica nel giugno 1541. Era nativo di Pancalieri e viveva ancora nel 1595. Don Giovanni Pietro Sabaudia moriva di circa 100 anni il 17 marzo 1610 dopo aver governata la Parrocchia di Pancalieri per 69 anni.
Don Giovanni Maria Ravera, che muore nel 1624.
Don Giovanni Antonio Graziolo, muore servendo gli appestati il 17 maggio 1630 e viene sepolto nella chiesa di S. Maria avanti l’altar maggiore.
Don Ottavio Putens, cessata la peste viene eletto Pievano di Pancalieri nel 1631 e muore nel 1638.
Don Pietro Draperono d’Ivrea che succede nel 1640 e muore il primo gennaio 1674.
Nel 1674 viene eletto Pievano Don Antonio Benedetto Capitolo.
Don Debernardi di Biella, che nel suo ingresso viene accompagnato dal Beato Sebastiano Valfrè. Muore il 16 febbraio 1730.
Don Agosta Giovanni Francesco di Rivarolo, nel 1759 acquistava una casa nel Vicolo del Ricetto per essere più vicino alla Chiesa di S. Maria che veniva ufficiata come Parrocchia essendo pericolante la Chiesa di S. Nicolao. Rinunzia alla Parrocchia nel 1759 cedendo a beneficio suo e di tutti i Parroci successori la casa da lui acquistata coll’obbligo di 25 Messe annue.
Don Giuseppe Gantero di Pancalieri, coll’aiuto della Comunità fa fabbricare il coro nuovo e coll’opera delle tre Compagnie maggiori fa costruire i sedili; sotto il coro fa scavare un nuovo sepolcro per gli ecclesiastici; nel 1774 coll’aiuto della Comunità fa costruire la Sacrestia e nel 1776 fonda la Compagnia del SS.mo Sacramento.
Teol. Matteo Zorgnioti, che per essere sempre più vicino alla Chiesa cede la casa di Don Agosta per £. 2000 e acquista la casa che serviva di foresteria e di alloggio pel Cappellano delle Monache di S. Chiara con l’annesso giardino. Morì nel maggio 1836
Don Giovanni Battista Vola. Nato a Volpiano nel 1807, compiva gli studi nel Collegio dei Gesuiti a Brandizzo. Vestito l’abito chiericale, venne assunto come assistente del Collegio dei Gesuiti al Carmine, mentre frequentava come chierico esterno i corsi teologici del Seminario di Torino. Ordinato sacerdote, studiò Morale sotto il Teol. Guala nel Convitto di S. Francesco d’Assisi. Il Teol. Guala che tanto lo stimava, lo mandò a predicare gli Esercizi Spirituali a Vinovo, poi ad amministrare la Parrocchia vacante di Moretta, poi a reggere quella di Cavour, di dove s’era allontanato il Parroco per sommossa popolare. Nel marzo del 1837 veniva Parroco a Pancalieri, dove in soli nove anni si fece ammirare ed amare da tutti, lasciando di sé santa e imperitura memoria e iniziando quella serie di santi sacerdoti che già da circa un secolo vanno edificando col profumo delle loro sacerdotali virtù questo paese. Moriva in concetto di santità il 12 agosto 1846. In sepoltura venne portato scoperto, affinchè gli amati parrocchiani, che lo seguivano piangendo ed esclamando: "E’ morto il nostro padre", potessero mirare fino alla tomba le sue ascetiche sembianze.
Don Giovanni Pietro Camerlo, nacque a Levone Canavese nel 1817, percorse la carriera clericale nel Seminario di Chieri, ove si segnalò grandemente per pietà e ingegno; ordinato sacerdote, dopo aver esercitato l’ufficio di Vicecurato nella Parrocchia di Rocca di Corio, fu per qualche tempo amministratore parrocchiale a Barbania. Negli esami di concorso si meritò la parrocchia di S. Maria della Pieve in Cavallermaggiore ma per obbedire all’Arcivescovo Mons. Franzoni, accettò la Pievania di Pancalieri, che resse dal novembre 1846 all’aprile del 1882, coadiuvato per 36 anni da due santi Vicecurati: Don Ignazio Canavera di Corio e Don Bernardo Rossi di Osasio, coi quali visse in santa fratellanza una vita regolata da una morma costante ed esemplare, cosicchè la Canonica di Pancalieri formava l’edificazione del paese ed era riconosciuta con ragione modello di vita sacerdotale nella Vicaria e nell’Archidiocesi. Fondò nel 1847 la Compagnia delle Figlie di Maria per la conversione dei peccatori. Fece erigere in marmo gli altari di S. Caterina e del S. Cuore di Maria e provvide per lo splendore delle S. Funzioni un magnifico completo paramentale in tela oro e un ricco ed ampio tappeto per il Presbiterio. Fondò l’Asilo infantile che volle affidato alle Giuseppine di Pinerolo, e per opera sua furono pure incaricate del servizio dell’Ospedale di Carità. Amò grandemente il suo clero e i suoi chierici, fu largo e generoso coi poveri. Dopo una breve malattia di soli 5 giorni sofferta con ammirabile rassegnazione ed abbandono in Dio, ricevuti con fede viva e tenera devozione i Santi Sacramenti, si addormentò nel Signore il mattino dell’11 aprile 1882, seguito a distanza di appena due giorni dal suo buon Vicecurato Don Bernardo Rossi. Sulla sua tomba venne inciso il breve magnifico elogio: "Pastore fedele, sincero e pio".
Can. Giovanni Maria Boccardo, nacque il 20 novembre 1848 a Moncalieri. Frequentò il ginnasio dei Padri Barnabiti del Collegio Carlo Alberto, poi il Seminario di Torino ove fu ordinato sacerdote il 3 giugno 1871 da Mons. Balma. Fu mandato assistente al Seminario di Chieri. Nel 1878 fu Direttore Spirituale nel Seminario di Chieri e poi in quello di Torino. In questo tempo venne nominato Canonico Onorario della Collegiata di Chieri. Nominato Pievano di Pancalieri nel 1882 vi faceva l’ingresso il 24 settembre. Nei 31 anni che vi rimase diede vita a un’infinità di opere. Zelò con tutte le forze la Comunione quotidiana e la visita specialmente dei bambini, al SS.mo Sacramento. Costituì la Compagnia dei Luigini, la Società Cattolica degli Operai, la Pancalierese d’Assicurazione contro i danni degli incendi; diede nuovo impulso al Terz’Ordine Francescano, alle Compagnie del Rosario, del Carmine e del S. Cuore di Maria; creò "La Pia Unione" fra le Figlie di Maria più esemplari, le quali dovevano vivere come suore nelle loro case. Durante il colera nel 1884 esse si prodigarono colle Suore Giuseppine a pro dei colerosi mentre il loro Pievano col pio Don Canavera compiva atti di eroismo nel soccorrere spiritualmente e materialmente i suoi parrocchiani. Sul finire dello stesso anno fondava l'Ospizio dei poveri vecchi, cronici e orfani, a cui dava come assistenti alcune giovani volonterose, specie della "Pia Unione", alle quali diede col tempo abito e Regole speciali fondando così "Le Povere figlie di S.Gaetano". Restaurò la Chiesa parrocchiale ridonandole le sue magnifiche linee gotiche; provvide un sepolcreto nel Cimitero pei Sacerdoti e un altro per le Suore di S. Gaetano; restaurò pure in parte la casa parrocchiale, le cappelle della Madonna dell’Eremita che avrebbe voluta ampliata: quella di S. Anna, del Possuto, di S. Ambrogio. Per tante benemerenze fu insignito da S. M. il Re della Croce di Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro. Impartì l’istruzione religiosa coll’assidua predicazione nelle feste, mese di maggio, novene, ottavari, quaresime, catechismi ai fanciulli ecc. Predicò anche Esercizi a Osasio, S. Damiano d’Asti; Quarantore ecc. in moltisime Parrocchie dell’Archidiocesi. Attendeva alle confessioni fin dalle prime ore del mattino con una pazienza, assiduità ed efficacia ammirabili, Mortificatissimo, dormiva di solito su un saccone di paglia e un cuscino pure di paglia. Nato nel giorno Presentazione della Madonna, vestito l’abito chiericale nel dì dell’Annunciazione, entrato parroco in quello della Mercede, fu sempre devotissimo della Madonna e ne trasfuse la devozione con prediche, istituendo la Corte di Maria, scrivendo "I nove Sabati della Consolata" e con la predicazione quotidiana del mese mariano, Si recava pure a confessare nelle Carceri di Saluzzo raccogliendovi abbondanti frutti e consolazioni. Colpito da grave malore alla Stazione della Tranvia di Saluzzo a Torino, sopportò con rassegnazione edificante per due anni e mezzo la malattia che gli impedì di celebrare la S. Messa, finchè confortato dalle benedizioni di Pio X, del Card. Richelmy e di Mons. Bartolomasi moriva il 30 dicembre 1913. Il 23 marzo 1924 veniva trionfalmente traslato dal cimitero nella cappella dell’Ospizio da lui fondato fra i suoi ricoverati e le Figlie di S. Gaetano nel cuore della sua opera. Il M. R. Can. Vaudagnotti scrisse di lui una magnifica Biografia da cui ricavai questi brevi cenni.
Don Lorenzo Cravero, già Vicecurato di Pancalieri, nativo di Dronero vi faceva l’ingresso nel 1914. Sacerdote di costumi integerrini, buono e pio, zelò il decoro della casa di Dio facendo restaurare e dipingere la parrocchia dal pennello del Guglielmino, erigendo la monumentale facciata; curò l’educazione dell’infanzia e della gioventù coll’erezione di un bel oratorio presso la chiesa dei Frati. Colpito dal male mentre predicava sul pulpito in breve se ne moriva come un soldato sul campo di battaglia nel 1937. Il rimpianto dell’intera popolazione che l’accompagnò al cimitero testimonia la stima e l’affetto dei suoi parrocchiani.
Teol. Giuseppe Perardi di Busano (1902), ordinato nel 1925, dopo parecchi anni di Vicecura nelle importanti parrocchie di Volpiano e del Duomo di Torino, venne trionfalmente accolto Pievano di Pancalieri il 20 febbraio 1938, dove da dieci anni profonde i suoi tesori di pietà, zelo illuminato, circondando il suo ministero pastorale di opere monumentali, quali l’oratorio festivo, i restauri e ampliamenti del Santuario dell’Eremita, l’istituzione di Compagnie e organizzazioni richieste dalle esigenze dei tempi. In questo primo decennio già tanto luminoso di opere di bene l’augurio cordiale per la realizzazione nei seguenti di tante altre opere che van maturando nella sua fervida mente. Ad multos annos et ad multas messes!

SACERDOTI e RELIGIOSI PANCALIERESI

1431: Don Nicolao Della Valle per 50 anni Parroco di Casalgrasso.
1541: Don Giovanni Sabaudia Pievano di Pancalieri.
1598: Padre Filippo Ribotto Cappuccino, Prefetto delle Missioni per la conversione degli eretici in
Piemonte. Scrisse un’esposizione sul Pater e una sull’Ave Maria stampate a Torino nel 1614; nel 1598 aveva, pubblicato in Torino un Ragionamento a modo di disputa fra lui e un ministro eretico delle Valli del Piemonte. In sieme col B. Giovenale Ancina, Vescovo di Saluzzo, fu l’apostolo delle SS. Quarantore. Predicava colla corda al collo e il Crocifisso nella destra. Destarono grande fervore religioso le sue predicazioni a Verzuolo, Dogliani e Dronero.
15…: Fra Luciano Pola, Generale dei Cistercensi Riformati di S. Bernardo. Donò alla Comunità di Pancalieri la reliquia di S. Nicolao. Aveva il sepolcro nella chiesa di S. Maria.
1610: Don Chiaffredo Morra, Parroco della Torre in Val di Lucerna, che istituì nel 1622 la Missione dei Cappuccini in Pancalieri.
1708: Fra Serafino Cappuccino, morto il 9 dicembre 1708 a Villafranca.
1735: Don Antonio Agostino Bonaudo, Prevosto di Buriasco.
17…: Don Michele Bonaudo.
1735: Padre Recipelli Giov. Battista dell’Oratorio di Torino, morto il 19 gennaio 1735. Donò alla chiesa di Pancalieri le reliquie dei Corpi Santi.
1728: Don Raimondo Bonaudo, Monaco Camaldolese dell’Eremo di Torino, morto il 9 novembre 1728.
17…: Don Giuseppe Gantero Pievano di Pancalieri.
1776: Padre Paolo Maria Biaglio Cappuccino, morto il 29 giugno 1776 a Susa.
1778: Fra Cristoforo Libra Cappuccino, morto il 20 gennaio 1778 a Caraglio.
1793: Don Giuseppe Maria Nicolao Bonaudi.
1817: Don Beltramo.
1821: Don Carlo Cav. Ruscasio di Giov. Antonio e Caterina Drozi morto a 90 anni il 10 febbraio
1821 e sepolto nel Cimitero.
1825: Don Gabriele Andrea Cappello, cappellano della Pietà morto a 87 anni il 28 marzo 1825.
1832: Don Francesco Andrea Agnelli, morto a 96 anni nel 1832.
1833: Teol. Ludovico Tesio sepolto nella Chiesa di S. Nicolao.
1835: Don Domenico Ruscasio, sepolto nella tomba dei Sacerdoti.
1839: Don Belmondo.
1840: Teol. Giov. Antonio Pagnone, beneficiato.
1841: Don Agostino Bonaudi, cappellano all’altare della Concezione, morto a 62 anni nel 1841.
18…: Don Caligaris.
1842: Don Vincenzo Pagnone.
1846: Teol. Gian Maria Pagnone, fornito di svariata e profonda dottrina. Fu Canonico e Prevosto
dell’insigne Collegiata di S. Maria della Scala di Testona a Moncalieri.
1846: Padre Agostino Garella già Carmelitano. Legava alla Compagnia del SS. Sacramento un campo di 63 tavole. Moriva il 20 settembre 1846 a 77 anni. Sepolto nel Cimitero.
1849: Don Pietro Ponte.
1854: Don Giuseppe Ferrero diacono, morto il 24 agosto 1854 a 23 anni e sepolto nel Cimitero.
1857: Don Masino, Maestro Comunale . Ordinato nel 1850 moriva il 7 maggio 1857 a 33 anni. In sepoltura fu portato scoperto e seduto nella cassa. Sepolto nel Cimitero.
1867: Don Giuseppe Domenico Morra, morto nel 1867.
1876: Don Ropolo, Prevosto di Mezzenile.
1876: Teol. Giuseppe Alessandro Pagnone, fratello del precedente, Cappellano di S. Maestà. Egli seppe unire allo studio delle cose sacre, quello delle lettere, della poesia e della sacra eloquenza. Gli procacciarono fama di valente oratore sacro parecchie orazioni panegiriche, che furono stampate; particolarmente encomiate quelle dei SS. Stefano, Giovenale, Nicola da Tolentino, Carlo e Orsola. Dell’erudita sua penna si lessero nella "Gazzetta Piemontese" le necrologie del P.Casimiro Donadio, Parroco di S. Carlo Canonico Pino, del Teol. Sineo. A lui siamo debitori di vari importanti articoli bibliografici, che riguardano le seguenti Opere: Recherches sur l'origine des Vaudois di Mons. Charvaz. Opere di Silvio Pellico; La réligion du coeur; Les Catacombes de Raoul – Rochette. Alcuni suoi dettati che si leggono nel Propagatore Religioso riscossero gli elogi dei dotti. Contengono eleganti poesie del Teol. Pagnone "La Strenna Piemontese" e "Il Raccoglitore" di Milano. Morì il 1 aprile 1876 a Torino in età di 70 anni.
18…: Don Cesare Belmondo per molti anni maestro comunale di Pancalieri.
18…: Don Pietro Prof. Provana.
18…: Padre Antonio Pagnone, Barnabita.
1921: Mons. Gaido Sebastiano, Direttore Spirituale nel Seminario di Chieri e Torino, infine
Rettore dell’orfanotrofio.
1884: Can. Giacomo Antonio Gamba, morto a Fossano.
1885: Don Novara Domenico.
1886: Can Teol. Dematteis.
1887: Don Giov. Batt. Libra.
1893: Padre Francesco Libra Cappuccino.
18…: Padre Filippo Cappuccino.
18…: Don Cappello, morto a Torino.
1899: Don Emmanuele Rolfo.
Padre Sapino dei Dottrinari, vivente.
Don Andrea Fontana nato nel 1894, ordinato nel 1924
Don Lorenzo Biolatto nato nel 1900, ordinato nel 1925, Parroco dell’Indiritto di Coazze e ora Prevosto di S. Michele ai Tuninetti di Carmagnola.
Don Bernardino Libra nato nel 1918 a Piedrablanca (Argentina) ordinato nel 1943.

(Dagli Arch. Parr. Arciv. Casalis Vita B. Ancina. Vita del Ven. P. Ascanio Ceva. Vaudagnotti op. cit.)

SACERDOTI DEGNI di MENZIONE MORTI in PANCALIERI
1640: P. Antonio di Cigliano Cappuccino predicatore (concionator).
1742: Don Giorgio Ferrero di Dronero, Cappellano della Madonnina, morto a 80 anni e sepolto nella Chiesa di S. Maria.
1806: P. Cirillo Boetti Cappuccino, morto il 27 giugno a 70 anni e sepolto sotto il coro della chiesa parrocchiale.
1816: Don Francesco Turletti di Racconigi, morto a 80 anni e sepolto sotto il coro della chiesa parrocchiale.

DON IGNAZIO CANAVERA
Nato a Corio Canavese il 12 febbraio 1813. Avviato al Sacerdozio fu Prefetto nel Seminario di Chieri. Ebbe fra i suoi alunni S. Giovanni Bosco. Ordinato sacerdote e inviato Vicecurato a Pancalieri, vi profuse i doni di mente e di cuore per ben cinquant’anni. Fu Sacerdote di grande dottrina, di buone lettere, di costumi soavissimi. Nella moria del 1854, del 1867, del 1884 apparve miracolo di carità. Quando scoppiò il colera nel 1854 se ne stava in Corio, sua patria, a passare le ferie presso la sua famiglia. Non appena lo seppe troncò ogni indugio e non badando agli incomodi della salute, si ricondusse immediatamente al suo posto, dove appena giunto, diedesi ancor tutto affaticato dal viaggio, all'assistenza degli in fermi e senza curarsi del pericolo proprio accorreva dove il bisogno lo richiedeva. In questo suo affacendarsi accadde una notte che, tornando egli già esausto di forze da un vicino cascinale, si sentì venir meno per modo che non potendo più reggersi in piedi dovette, come sfinito, lasciarsi cadere sopra un mucchio di ghiaia, e quivi, poiché ebbe preso alcun poco di riposo e ristorata alquanto l’estrema debolezza del corpo ch’egli soleva chiamare giumento, potè ripigliarsi e ritornare alla parrocchia. Per combattere il pregiudizio particolare che le pozioni prescritte dai medici fossero causa che il terribile male si propagasse, e per dar animo all'inferno ad ingoiarle, le assaggiava degli stesso pel primo, quantunque fossero disgustose.
Racconta la mia buona mamma che un giorno Don Canavera s’incontrò per via con un bambino che piangeva per aver rotto la bottiglia con cui andava a comperare, non ricordo più se il latte o l’olio; egli raccolse i cocci della bottiglia rotta, li rimise insieme e la consegnò intatta al bambino. Camminava cogli occhi bassi, confessava cogli occhi chiusi, tutti lo ritenevano un santo, era il confessore specialmente degli uomini. "Oh Don Canavera!" esclamarono alcune donne anziane interpellate dal Can. Vaudagnotti – c’è da consolarsi al solo pensarci! . . I malati? Sapeva trasportarli in paradiso prima che morissero! . . Tutti poi volevano andare da lui a confessarsi. Sapeva fare raccomandazioni che ottenevano dritto dritto il loro effetto. L’autorevolezza del suo carattere sacro e dell’età veneranda si raddolciva nella giocondità dello scherzo che gli fioriva sulle labbra. Se talvolta lo sorprendeva un moto d’impazienza subito si ripigliava". Egli era stretto in intima amicizia col maestro comunale Don Cesare Belmondo e col piissimo Mons. Sebastiano Gaido. Si addormentò nel Signore l’11 dicembre 1888 in età di 75 anni e 10 mesi. I Pancalieresi d’ogni ordine lo accompagnarono alla sepoltura piangendolo come Padre, invocandolo come Santo.
Sul sepolcro un’iscrizione di Vincenzo Lanfranchi ne ricorda le doti e le benemerenze. Presso il suo confessionale è stato eretto un busto di marmo con la seguente epigrafe del Lanfranchi. (Note: 1) Can. Vaudagnotti: Vita del Can. Boccardo p. 28
2) Testimonianze di mia madre Turinetto Francesca di Pancalieri, che l’ebbe conosciuto.

A Don Ignazio Canavera
sacerdote di insigni esempi
noi cittadini di tutte le classi sociali
l’anno 1891
questo ricordo marmoreo
riproducente le sue fisiche sembianze
abbiamo eretto qui
presso il tribunale di penitenza dove
terse le lagrime di tanti infelici
e tanti erranti ritornò alla via del bene.
Era nato a Corio Canavese
il 12 febbraio 1813
prestò al Pievano l’opera sua indefessa
per 50 anni e otto mesi
si addormentò nella pace dei giusti
il 10 Dicembre 1888.

DON GIOVANNI PIPINO
Nato a Villafranca S. il 1-12-1866, morto a Pancalieri il 28-5-1941, la cui memoria resterà in benedizione tra i Pancalieresi.
Sacerdote secondo il cuore di Dio. Dedito alla mortificazione, alla preghiera e alle opere di carità. Sempre lo si incontrava con la corona del S. Rosario fra le mani. Amò l’ordine e il decoro della casa di Dio: Tutti i Pancalieresi dicevano unanimi: "Quello è veramente un prete!". Egli era sacerdote e nient’altro che sacerdote. Affabile e buono sempre con tutti. Visse e morì francescamente povero, ma ricco di meriti e di opere buone. Privava sé stesso per soccorrere nascostamente gli altri.

CAN. LUIGI BOCCARDO
Nacque a Moncalieri il 9 agosto 1861. Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario di Giaveno, vestiva l’abito chiericale il 23 settembre 1877. Comprese fin dall’inizio le esigenze della vita chiericale e si tracciò un regolamento da cui traspare una maturità di pensiero e tenacia di volontà non comuni. Ricevette l’ordinazione Sacerdotale il 7 giugno 1884 e trascorso un anno quale Vicecurato nella Parrocchia di Pancalieri retta da suo fratello Can. Giovanni Battista, venne chiamato dalla fiducia dei Superiori all’importante ufficio di Direttore Spirituale del Convitto Ecclesiastico della Consolata di Torino. Qui per trent’anni attese alla formazione spirituale del giovane clero secondo lo spirito del Beato Cafasso di cui emulò le virtù. Dopo la morte del fratello Can. Giovanni, abitò per parecchi anni a Pancalieri come Direttore delle Suore di S. Gaetano. Trasportata poi la Casa Madre a Torino presso l’Istituto delle Povere Cieche in Corso Napoli, fece erigere il Santuario di Gesù Cristo Sacerdote e Re, istituendovi le Suore Cieche e Figlie di Gesù Cristo Re. Stimatissimo da tutto il clero della diocesi di Torino e di altre, moltissimi a lui ricorrevano per direzione e consiglio nell’ardua via della virtù sacerdotale della quale fu esimi esemplare maestro. Moriva il 9 giugno 1936 in concetto di santità. La sua salma alcuni anni dopo veniva traslata dal cimitero e tumulata sotto il Santuraio di Cristo Re in attesa del giudizio della Chiesa.