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Con i secoli XV e XVI l'attività
autonoma dei comuni piemontesi si indebolisce progressivamente. Al
contrario, numerosi cominciano ad essere i bandi, sia campestri che
politici. Essi deriverebbero dagli statuti: infatti, gli antichi statuti
comunali comprendevano, solitamente nell'ultimo libro, diverse
disposizioni sul risarcimento dei danni causati alle colture ed alle
proprietà, nonché sulle relative ammende. A partire dal XVI secolo tale
materia in Piemonte venne fatta oggetto di appositi regolamenti, appunto i
bandi, i quali erano emanati dalla comunità o dai feudatari. I centri più
importanti avevano anche bandi politici, i quali disciplinavano la polizia
urbana, il commercio, la sicurezza, la viabilità pubblica, l'igiene, la
sanità. Essi diventavano inefficaci dopo un anno dalla loro emanazione.
Nel secolo XVIII solo l'approvazione del Senato conferì loro efficacia
illimitata nel tempo ed istituì un controllo statale su di essi. |